FAQ: i biosimilari

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Che cosa sono i biosimilari?

Il termine biosimilari – che deriva dall’inglese similar biological medicinal product – indica nuove versioni di prodotti biofarmaceutici esistenti (per la maggior parte proteine), i cui brevetti sono scaduti. Vengono prodotti utilizzando lo stesso materiale genetico di base e autorizzati sulla base della loro comparabilità in termini di sicurezza ed efficacia rispetto al prodotto di riferimento. Si tratta di grandi molecole complesse prodotte da organismi viventi; sono inoltre estremamente sensibili alle variazioni apportate al processo di produzione. I generici sono invece molecole di piccole dimensioni prodotte mediante sintesi chimica, un processo in genere molto stabile. “Biosimilari” è un termine ufficiale utilizzato dalle autorità sanitarie europee; negli Stati Uniti si parla invece di FOPP (follow-on protein products).
Lo sviluppo dei biosimilari rappresenta una grande sfida in termini di produzione, purezza, formulazione e conservazione. È infatti necessario dimostrare che la loro interazione con il recettore è comparabile a quella del prodotto di riferimento. La somiglianza biologica, quindi, non viene stabilita soltanto in laboratorio, ma anche nell’ambito di studi clinici, fase questa non necessaria per i generici classici.

Qual è l’importanza dei biosimilari?

Si stima che, a partire dal 2010 in poi, il 50% circa dei nuovi medicinali autorizzati sarà rappresentato da prodotti biofarmaceutici i cui brevetti, successivamente, scadranno a loro volta. In altre parole, i biosimilari costituiscono uno dei principali mercati futuri per aziende come Sandoz.

Che cosa sono i prodotti biofarmaceutici?

I prodotti biofarmaceutici (o biofarmaci) sono medicinali realizzati mediante l’impiego delle biotecnologie in organismi geneticamente modificati. Rispetto alle sostanze “classiche”, sintetizzate chimicamente, i prodotti biotecnologici sono grandi proteine complesse, con un peso molecolare compreso tra i 5.000 e i 145.000 dalton, che in alcuni casi può raggiungere anche i 500.000. Per farsi un’idea, l’aspirina ha ad esempio un peso molecolare di 180 dalton. Al giorno d’oggi, prodotti biofarmaceutici come l’insulina, l’interferone o l’eritropoietina ricombinanti sono indispensabili nella pratica clinica. Ci sono tuttavia molti campi in cui non esistono reali alternative terapeutiche.

Che cos’è la biotecnologia?

Per biotecnologia si intende lo sfruttamento della biochimica cellulare per produrre, su scala industriale, proteine utili da un punto di vista terapeutico. Le cellule provenienti o derivate da organismi viventi vengono utilizzate per produrre grandi proteine complesse, spesso avvalendosi di tecnologie ricombinanti.

Che cosa sono le tecnologie ricombinanti?

Le biotecnologie possono essere utilizzate per produrre in serie proteine umane essenziali, quali l’insulina. Affinché ciò sia possibile è necessario che venga scoperto il gene che produce la proteina interessata. Una volta scoperto, il gene deve essere inserito (ricombinato) in cellule in rapida divisione (solitamente un batterio); queste ultime possono quindi produrre la proteina interessata, che verrà estratta e purificata per usi terapeutici.

Qual è la differenza tra biosimilari e generici?

In parole semplici, i biosimilari sono grandi molecole complesse (per la maggior parte proteine) prodotte da organismi viventi, estremamente sensibili alle variazioni del processo di produzione; i generici sono molecole di piccole dimensioni, prodotte mediante sintesi chimica e in genere molto stabili.

I biosimilari sono uguali al prodotto di riferimento?

A differenza di quanto avviene per i generici, i biosimilari non sono chimicamente identici al prodotto di riferimento, in quanto vengono prodotti da organismi viventi e non mediante sintesi chimica. Si tratta tuttavia di medicinali per i quali è stata dimostrata la comparabilità rispetto al prodotto di riferimento in termini di qualità, sicurezza ed efficacia, secondo i criteri dell’autorità di regolatoria.

La procedura di autorizzazione è simile?

I biosimilari vengono autorizzati nell’UE mediante una procedura di registrazione abbreviata basata su rigide linee guida. Prima di arrivare all’autorizzazione, devono superare un lungo processo di sviluppo, che comprende studi preclinici e clinici finalizzati a confermarne la sicurezza e l’efficacia; questi studi non sono necessari per i generici tradizionali.

Quali sono le differenze nel processo di sviluppo di biosimilari e generici?

Esistono delle differenze fondamentali, con requisiti specifici per i biosimilari in tutte e tre le fasi di sviluppo tecnico, non clinico e clinico. Le differenze comprendono le specifiche di sviluppo, tecniche analitiche specifiche, approfonditi studi preclinici, e maggiori requisiti relativi alle sperimentazioni cliniche.

I tempi di sviluppo dei biosimilari sono più lunghi?

Al momento, la differenza è considerevole: i tempi di sviluppo dei biosimilari possono essere lunghi più del doppio rispetto a quelli richiesti per i generici.

Che cosa sono gli anticorpi monoclonali?

Sono anticorpi identici gli uni agli altri perché vengono prodotti da cloni identici di un’unica cellula madre appartenente a un determinato tipo di cellule immunitarie. Gli anticorpi si legano a specifiche molecole proteiche e sono pertanto importantissimi nell’ambito della ricerca, della medicina e dell’industria. Attraverso l’impiego di tecniche biotecnologiche possono essere prodotti su scala commerciale. Attualmente, gli scienziati sono in grado di produrre anticorpi completamente umani.

Che cosa sono le proteine di fusione?

Le proteine di fusione naturali, note anche con il nome di proteine chimeriche, svolgono un ruolo nello sviluppo di determinati tipi di cancro. Le proteine di fusione artificiali vengono create attraverso l’unione di due o più geni (tecnologia del DNA ricombinante) che originariamente codificavano per proteine diverse.

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